Editorial
Tori
Amos Gold Dust
Una canzone scritta anni prima può farti trovare una persona diversa quando torni a cantarla. Alcune parole chiedono meno forza; altre, che sembravano secondarie, cominciano a pesare.
Per Gold Dust, nel 2012, Tori Amos riprende brani della propria storia con il Metropole Orchestra, diretto da Jules Buckley. Gli arrangiamenti di John Philip Shenale allargano il suono attorno a voce e pianoforte. Fra i pezzi torna anche Silent All These Years.
Amos racconta che il rapporto con quelle canzoni è cambiato nel tempo. Rientrarci significa sentire insieme chi le ha scritte e chi le sta suonando adesso. L’orchestra può aprire una frase che prima sembrava finire lì.