Editorial
Joni
Mitchell Blue
Si può partire e portarsi dietro esattamente quello da cui si voleva prendere distanza. In Blue, Joni Mitchell attraversa luoghi e rapporti senza fingere che il viaggio metta ordine nelle cose.
Prima del disco del 1971 c’è anche l’Europa, e c’è Creta. In quelle canzoni entra il dulcimer, con il suo suono di corde raccolto e insistente, accanto a chitarra e pianoforte. Le città diventano persone da lasciare, qualcuno da rivedere, una casa di cui sentire la mancanza.
La voce può cambiare direzione dentro una frase: un momento è sicura, quello dopo sembra mettere in dubbio ciò che ha appena detto. Ascoltandola da vicino, si sente che raccontare qualcosa non significa averlo risolto.