Poster
Eyes
Wide Shut
Bill entra in una casa in cui non dovrebbe essere. Ha una maschera e conosce la parola d’ordine, ma non basta. Qualcuno si accorge che è un estraneo. Da quel momento vuole soltanto uscire.
Chi sono le persone che possono restare? Fuori da quella casa avranno un nome, un lavoro, una vita rispettabile. Lì dentro possono permettersi altro. È questo che Kubrick ci sta mostrando? Che cosa succede quando chi ha abbastanza denaro e conoscenze sa anche di non dover rispondere a nessuno?
Quella familiarità incerta attraversa anche la città. Per girare il film, Kubrick fece ricostruire strade di Manhattan negli studi inglesi di Pinewood, con facciate e oggetti arrivati da New York. Una città riconoscibile, composta altrove: sullo schermo diventa il luogo di una notte in cui ogni porta può condurre fuori dal percorso previsto.
Bill prova a tornare sui propri passi, a cercare le persone incontrate, a capire. Trova assenze, avvertimenti e qualcuno pronto a spiegargli tutto. Ma quella spiegazione serve a dirgli cosa è successo o a fargli capire che deve lasciar perdere? E quanto di quel mondo continua a funzionare proprio perché chi ne esce preferisce stare zitto?